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Ysmail
Raag Bhimplasi Maestro Anupriya e Jivesh
Anupriya Deotale e Jivesh Singh

Brani musicali

Articoli sulla musica Indiana

  • Mālinī Śakti

    malini shakti Mālinī Śakti

    Mālinī Śakti (malini shakti) è un intero album creato da Ysmail in in collaborazione con Luca Rudra e Nadeshwari Joythimayananda, tutte le tracce sono in formato wav e registrate in 432Hz. L’album contiene 5 tracce e uno scritto di Ysmail sul making of dei brani. Oṁ Bhairavāya Namaḥ Oṁ Namaḥ Cāṇḍikāyai Oṁ Namo Bhagavate Rudrāya Oṁ Śrī Mātā Namaḥ Oṁ Namaḥ Śivāya Disponibile ora Album + Scritto sul making of dei brani Un viaggio primordiale tra le divinità e gli archetipi sonori della notte Mālinī Śakti è un concept album, un percorso che inizia con le ultime luci del tramonto, si inoltra nel cuore della notte, e termina con le prime luci dell’alba. Questo viaggio tematico è stato pensato per dare vita a un dialogo dinamico tra il potere vibrazionale del mantra e le atmosfere archetipiche della musica classica indiana. Nel graduale incedere della notte vengono intonati i mantra di divinità maschili e femminili, che trovano via via un loro corrispondente habitat sonoro nei rāga (atmosfere musicali indiane classiche), dai quali provengono le melodie delle voci e degli strumenti utilizzati. Il lavoro su Mālinī Śakti ( malini shakti ) Un lavoro di accurato studio e selezione ha consentito l’emergere di […]

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  • Musica classica indiana e percezione

    la musica indiana

    Nella musica classica indiana le varie sensazioni e sentimenti suscitati appaiono con meno forza espressiva rispetto alla musica occidentale moderna e classica, ed è infinitamente più utile da un punto di vista della ricerca spirituale, lo stato primordiale della mente viene spinto al riconoscimento. Musica orientale e percezione. La musica occidentale, con i suoi picchi emotivi, i suoi alti e bassi, spesso ci porta a sperimentare forti altalene emotive, che però, una volta esaurito l’effetto bio-elettrico delle sue rapide discese e salite, ci lasciano nuovamente nella nostra condizione precedente, anche se senz’altro con nuovi elementi. Da un punto di vista funzionale alla ricerca qui proposta, la musica classica indiana si rende particolarmente più efficace, così come con essa molte musiche tradizionali appartenenti ai culti e al folclore antichi di molte culture umane. Una delle differenze più importanti è infatti l’uso, nella musica classica indiana del bordone. Il bordone non è altro che la nota di base, che accompagna costantemente i movimenti dell’esposizione musicale, senza mai variare: è il suono continuo prodotto dalla tanpura, strumento cordofono classico indiano il cui unico scopo è fornire l’accordo della nota di base ininterrottamente. Tale accordo diventa dunque lo sfondo, il contesto sonoro nel quale […]

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  • Il suono, la vibrazione, la Coscienza – Parte 5

    sfondo e dettaglio disten e tensione musica indianasione

    Sfondo e dettaglio, distensione e tensione Continua il nostro viaggio attraverso la musica indiana, impregnata di spiritualità e ritualistica, qui parliamo di sfondo e dettaglio, distensione e tensione . In tutte le vie spirituali che abbiano come obiettivo la realizzazione della non dualità, il percorso passa necessariamente attraverso il superamento del binomio soggetto/oggetto: il senso di separazione, di contrazione che normalmente sperimentiamo a livello sottile e talvolta anche a livello grossolano, è proprio il sintomo costante di tale distorsione concettuale, che, come affermano i testi di molte tradizioni orientali, è alla base di tutti i nostri problemi mondani. Esso è il sigillo da rimuovere per realizzare il risveglio. La membrana Tale senso di separazione è il segno di una rigidità concettuale dalla quale siamo assuefatti, è talmente abituale e quotidiana da apparire per noi come “la normalità” e forse questo è proprio il motivo per cui il termine “normalità” suona spesso così poco gradito. Se potessimo esprimere ciò visivamente potremmo descriverlo come un confine o una membrana (kośa) interposti tra noi e il mondo esterno. Tale immagine potrebbe accompagnarsi a sensazioni fisiche di staticità, carenza di movimento o di contatto, in gradi minori o maggiori in base al momento della […]

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  • Il riverbero dell’anima (Rāga) – il violino di Anupriya Deotale nella musica indiana

    anupyia deotale il riverbero dell anima

    Ѐ risaputo che il violino è uno degli strumenti più conosciuti, usati ed ascoltati al mondo. È stato inizialmente usato ed apprezzato nel suo luogo di nascita, l’Italia, da due dei primi liutai documentati nella storia della musica italiana: Gasparo di Salon e Andrea Amati, i quali hanno inventato il violino moderno nel 1555. Furono poi gli eredi di Amati ad essersi tramandati l’arte di costruire violini per le generazioni a venire. Cremona, patria di liutai di fama mondiale quali Antonio Stradivari e la famiglia Amati, divenne sinonimo di tecnica e arte della liuteria. Balaswami Dikshitar è considerato il primo artista che in India suonò la musica classica carnatica tradizionale con il violino, questo avvenne agli inizi del XVII d.C. secolo. Per tale motivo il violino è più diffuso nel sud dell’India, dove viene utilizzato anche come strumento d’ensemble, nelle quali esecuzioni i violinisti seguono una tecnica specifica e strutturata. Al contrario, il violino è suonato più di rado nella musica classica indostana dell’India settentrionale. Alcuni dei violinisti più famosi come Pandit V.G. Jog, Pandit D.K. Datar, Dr. N. Rajam sono stati acclamati per il loro stile carismatico. Il violino nella mia vita Quando ripenso al mio viaggio musicale nel […]

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  • Il suono, la vibrazione, la Coscienza : AUM (AUṀ) – Parte 3

    AUM campane tibetane

    AUM : Onde sonore, frequenze e meditazione Facilmente possiamo riscontrare aspetti comuni tra l’attività elettromagnetica del cervello e le onde sonore: si tratta in entrambi i casi di onde, che sono tali proprio perché vengono emesse e si propagano con ciclicità ritmica. Prendendo il semplice esempio di un sasso che cade nell’acqua, l’impatto della caduta genera nel mezzo di propagazione, che in questo caso è l’acqua, onde concentriche che si espandono ciclicamente e ritmicamente, come un’eco dell’evento originario (l’impatto). Nel caso di un suono questo avviene dopo aver percosso un tamburo o pizzicato una corda. L’energia generata da tale evento meccanico viene propagata nell’aria e diffusa nello spazio circostante. Anche le onde sonore, come quelle cerebrali, vengono misurate in Hertz, ovvero cicli/secondo. Cosa però ci permette di rilevare una diretta relazione tra suono e coscienza? Le strade in questa direzione sono diverse: vibrazionali, simboliche o emotive. Si entra quindi nel campo d’azione della Fonoterapia, nel primo caso, e della Musicoterapia per gli aspetti emotivo/simbolici, nel secondo. Iniziamo con l’aspetto vibrazionale. Studi scientifici e progetti di ricerca stanno mettendo in evidenza come le stimolazioni di luce a intermittenza alla frequenza di 40 Hz siano efficienti nella cura dell’Alzheimer (Massachusetts Institute of […]

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  • Il suono, la vibrazione, la Coscienza : Le Onde Cerebrali – Parte 2

    onde cerebrali mano

    L’antica conoscenza delle Upaniṣad sugli stati di coscienza A, U, Ṁ e turīya, trova più di una conferma nelle neuroscienze, nella fattispecie delle onde cerebrali. Le onde cerebrali sono misurabili attraverso specifici EEG con l’unità di misura Hertz (cicli al secondo): sono la testimonianza elettromagnetica della nostra attività cerebrale. Tanti più Hertz, o cicli per secondo, l’onda compie, tanto più elevata è l’attività del cervello. Ecco che tornano gli stati di veglia, sogno e sonno profondo: dalla veglia al sonno senza sogni, il cervello passa gradualmente da un’intensa e rapida attività ritmica elettromagnetica, a un ritmo tanto lento da approssimarsi all’inattività (lo 0,1 Hz delle onde Epsilon). Le onde cerebrali sono denominate Beta per lo stato di veglia (da 14 a 30 Hz), Alpha per lo stato intermedio tra la veglia e il sonno (dagli 8 ai 13,9 Hz), Theta per la fase REM o di sogno (dai 4 ai 7,9 Hz) e Delta per lo stato di sonno profondo (da 0,5 a 3,9 Hz) ed Epsilon (da 0,1 a 0,4 Hz). Si devono aggiungere a queste le fasce di onde Lambda e Gamma (30/100 Hz), che sono più veloci delle Beta e vengono sperimentate raramente in occasione di stati […]

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  • Il suono, la vibrazione, la Coscienza : spanda e l’Oṁ – Parte 1

    Il suono, la vibrazione, la Coscienza : spanda e l’Oṁ

    Quando negli anni sessanta l’Oṁ si è abbondantemente diffuso in occidente, esso appariva ad americani ed europei come il simbolo di una cultura lontana, per alcuni aspetti esotica e al tempo stesso inspiegabilmente familiare, quella indiana. Lo si trovava nelle canzoni dei Beatles, aerografato sui pulmini degli Hippies; cantato, disegnato e sfoggiato come uno stendardo. Se purtale era il suo utilizzo in occidente, tuttavia non si limitava (come poteva sembrare) a rappresentare un contesto sociale di appartenenza: l’Oṁ era piuttosto il simbolo di una direzione comune, un percorso verso un non-luogo universale e al tempo stesso intimamente interiore, che si fa strada nello spazio-tempo incantandone le spire con il suo cosmico, onnipervasivo, suono. Così come accadeva nei concerti degli anni sessanta e settanta, e come quotidianamente accade oggi nella chiusura corale e a mani giunte di una sessione di Haṭha Yoga. l’Oṁ veicola il contenuto essenziale del senso (il senso junghiano), la chiave della ricerca spirituale. Nel momento in cui ci si appresta a pronunciarne le lettere, l’attenzione lascia cadere per un momento gli abituali tranelli dualistici della mente e si volge con sacro rispetto ad intonarne la vibrazione. “Chi sa intonare l’Oṁ, ha in mano le chiavi del cosmo” […]

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