Il suono, la vibrazione, la Coscienza : AUM (AUṀ) – Parte 3

AUM : Onde sonore, frequenze e meditazione

Facilmente possiamo riscontrare aspetti comuni tra l’attività elettromagnetica del cervello e le onde sonore: si tratta in entrambi i casi di onde, che sono tali proprio perché vengono emesse e si propagano con ciclicità ritmica.

Prendendo il semplice esempio di un sasso che cade nell’acqua, l’impatto della caduta genera nel mezzo di propagazione, che in questo caso è l’acqua, onde concentriche che si espandono ciclicamente e ritmicamente, come un’eco dell’evento originario (l’impatto).

Nel caso di un suono questo avviene dopo aver percosso un tamburo o pizzicato una corda. L’energia generata da tale evento meccanico viene propagata nell’aria e diffusa nello spazio circostante. Anche le onde sonore, come quelle cerebrali, vengono misurate in Hertz, ovvero cicli/secondo. Cosa però ci permette di rilevare una diretta relazione tra suono e coscienza? Le strade in questa direzione sono diverse: vibrazionali, simboliche o emotive. Si entra quindi nel campo d’azione della Fonoterapia, nel primo caso, e della Musicoterapia per gli aspetti emotivo/simbolici, nel secondo. Iniziamo con l’aspetto vibrazionale. Studi scientifici e progetti di ricerca stanno mettendo in evidenza come le stimolazioni di luce a intermittenza alla frequenza di 40 Hz siano efficienti nella cura dell’Alzheimer (Massachusetts Institute of Technology): la frequenza d’intermittenza luminosa a 40 Hz è stata scelta per stimolare nel fruitore le onde cerebrali Gamma, la cui frequenza costituisce in effetti il mezzo della cura.

Quanto appena esposto evidenzia che le onde cerebrali possono essere stimolate da onde esterne ( AUM ), di natura diversa, ma aventi la stessa frequenza, ovvero la medesima velocità ed il medesimo ritmo: questo avviene grazie al fenomeno della risonanza (come vedremo più avanti fenomeno connesso con spanda e dhvani in Abhinavagupta), ovvero quando si è sottoposti a impulsi esterni di vario genere, il cervello tende a sintonizzarsi con la frequenza di tali impulsi, a patto che la stimolazione avvenga in condizioni ottimali e venga sufficientemente recepita. In ragione di ciò, è possibile dunque stimolare determinate onde cerebrali attraverso impulsi alla corrispondente frequenza, vale a dire: si può generare in un ascoltatore un determinato stato di coscienza attraverso la stimolazione intensiva con onde sonore la cui frequenza corrisponde alla fascia delle onde cerebrali scelte.

Per dirlo con un esempio: se si desidera favorire lo stato di meditazione (corrispondente alle onde Theta e Delta) attraverso la risonanza tra onde acustiche e cerebrali, si dovrà sottoporre la persona interessata all’ascolto di onde sonore che viaggiano a una frequenza tra 0,5 e 7,9 Hz e non superiore. Tuttavia l’orecchio umano può udire frequenze non inferiori ai 20 Hz e non superiori ai 20000 Hz, dunque qualsiasi onda nel range delle onde Theta e Delta non può essere udita. Per ovviare a tale problema esiste la tecnica Binaurale, che sfrutta un particolare fenomeno percettivo: quando si riceve l’input contemporaneo di due frequenze molto vicine, emesse in cuffia l’una dal lato sinistro e l’altra dal lato destro, il cervello (nel tentativo di sintetizzare le due onde simili in un fenomeno unitario) percepisce la differenza tra i due impulsi (battimento).

Quindi se, per tornare all’esempio precedente, si desiderano stimolare onde Theta e Delta corrispondenti allo stato meditativo, si potranno far ascoltare contemporaneamente e in cuffia (a sinistra un’onda e a destra l’altra) due onde la cui differenza dia tra gli 0,5 e i 7,9 Hz ( AUM ) . Gli studi sulle stimolazioni di questo genere hanno mostrato che l’effetto generato dalla singola somministrazione sonora ha una durata relativamente breve, ne consegue che la stimolazione deve essere ripetuta e non occasionale, e la presenza di variabili soggettive come una particolare predisposizione, o un’assenza di essa in senso negativo, giocano un ruolo fondamentale sulla buona riuscita della pratica.

Ad ogni modo, tale mezzo può essere considerato un supporto alla pratica meditativa e non un suo sostituto.

Nel prossimo articolo vedremo : Āhata / Anāhata: manifesto e non manifesto.

About the author

Emanuele Milletti Ysmail

Polistrumentista e musicoterapeuta con una formazione variegata ed eclettica nei sistemi musicali sia occidentali che orientali, ha studiato Sitar e musica classica indiana nella tradizione di Varanasi, sotto la guida di eminenti esponenti come Pandit Amarnath Mishra in India e Gianni Ricchizzi in Italia. Inoltre ha studiato basso jazz presso il conservatorio di Genova, si…

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