Il Sanscrito

Il Sanscrito, tra le lingue antiche, è sicuramente tra le più recenti. Venne confezionato intorno al IV sec a.C. da un manipolo di grammatici, tra i quali spiccò Paṇiṇi (contribuirono anche Katyayana, II a.C., e Patan͂jali, I a.C.).

Letteralmente saṃskṛtam significa “perfezionato” o meglio “perfettamente confezionato”, deriva in via diretta dal vedico, con il quale sono scritti i Veda, e a sua volta dal protoindoeuropeo. Questa era la lingua agli Arya, i gruppi nomadi dell’Andronovo, società indoeuropea stabilitasi nel nord ovest del’India nel secondo millennio prima di Cristo e proveniente dagli stati a sud dell’odierna Russia: Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Afghanistan. In India, il primo ceppo indoeuropeo si stabilizzò nella punta estrema del Sindhu (Indo) a nord ovest, dando luogo alla cultura dello Swāt, nella zona del Gandhāra, e poi da lì si mischiarono lentamente ai Vallindi, gli Harappan, creando la suggestiva cultura vedica.

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Articoli sul Sanscrito

  • Sanscrito la lingua di Dio o lingua aliena ?

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    Alcuni anni fa il mio impegno appassionato e assiduo nello studio delle filosofie e delle scienze sia religiose che esoteriche era stato polarizzato dal tentativo di entrare nella cabina di pilotaggio del Sanscrito, tanto che da un bel po’ di tempo a questa parte credo non sia mai passato un giorno o al massimo due in cui non mi sia dedicato al suo apprendimento. Sentivo l’esigenza ormai ineludibile di sovvertire il mio approccio ai termini, le opere e gli autori, che non poteva più essere basato sul sentito dire dagli altri. Avevo bisogno di mettere le “mie” dita nella marmellata (letteralmente la parola sanscrito significa confatto, confettura). Infatti mi facevo continuamente questa domanda: perché se io leggo la Bhagavadgītā in italiano o in inglese sulla decina di diverse edizioni che ho sullo scaffale in camera trovo dieci traduzioni diverse? Al che ho dedotto che se avessi conosciuto la lingua con cui Dio parla agli uomini probabilmente avrei avuto accesso al testo originale e, pur ammettendo che quella decina di versioni fossero tutte giuste (o tutte sbagliate) l’unica vera traduzione sarebbe stata l’undicesima: la mia. La traduzione giusta per me. E così avvenne. Tuttavia da un certo momento in poi ho […]

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