Ysmail

Polistrumentista e musicoterapeuta con una formazione variegata ed eclettica nei sistemi musicali sia occidentali che orientali, ha studiato Sitar e musica classica indiana nella tradizione di Varanasi, sotto la guida di eminenti esponenti come Pandit Amarnath Mishra in India e Gianni Ricchizzi in Italia. Inoltre ha studiato basso jazz presso il conservatorio di Genova, si è formato sulle tecniche di canto diplofonico tibetano e mongolico ed è diplomato in musicoterapia. Ha collaborato con diverse formazioni nel territorio italiano, dalla world music al rock e all’elettronica, sia come sitarista che come bassista (Necrodeath, Rebis, in Vino Veritas, Zaal e molti altri), ed è impegnato in concerti in ambito europeo con la band Pagan Folk e In Vino Veritas. Inoltre è autore, compositore, arrangiatore e produttore di generi world music, ambient, elettronica, rock e musica olistica (Savitri, Aetas Aurea). Nell’ambito del progetto sperimentale/musicale Space Yantra, e in collaborazione con il Museo delle Culture delle Mondo Castello d’Albertis, propone live quadrifonici con il nome di “Maṇḍala Sonoro” in cui il suono viene messo in movimento, nello spazio della performance, disegnando forme geometriche e seguendo serie matematiche. Dà vita al metodo “Nāda Yoga Indo-tibetano”, dove vengono posti in relazione elementi vedici, di musica classica indiana del nord India, tecniche meditative della tradizione tibetana e canto armonico tibetano e mongolico; costituisce e coordina un coro di canto armonico tuttora in espansione nell’area ligure. Dopo aver conseguito il diploma di musicoterapia a orientamento psicanalitico/junghiano, con tesi “La Musica Classica Indiana nelle Cure Palliative”, svolge la professione di musicoterapeuta presso diverse residenze per anziani nel territorio genovese e inizia una collaborazione con l’associazione Gigi Ghirotti, occupandosi sia di riabilitazione con pazienti affetti da Alzheimer che di musicoterapia in ambito oncologico. Svolge laboratori di formazione e propedeutica musicale con bambini tra i 3 e i 7 anni con il progetto “Musiche dal Mondo”, dove vengono proposte in modo giocoso tradizioni musicali di diversi popoli e culture. Inoltre opera in qualità di Master Reiki e operatore olistico presso il Centro di Naturopatia Anima Mundi.

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Mālinī Śakti

Mālinī Śakti (malini shakti) è un intero album creato da Ysmail in in collaborazione con Luca Rudra e Nadeshwari Joythimayananda, tutte le tracce sono in formato wav e registrate in 432Hz. L’album contiene 5 tracce e uno scritto di Ysmail sul making of dei brani. Oṁ Bhairavāya Namaḥ Oṁ Namaḥ Cāṇḍikāyai Oṁ Namo Bhagavate Rudrāya Oṁ Śrī Mātā Namaḥ Oṁ Namaḥ Śivāya Disponibile ora Album + Scritto sul making of dei brani Un viaggio primordiale tra le divinità e gli archetipi sonori della notte Mālinī Śakti è un concept album, un percorso che inizia con le ultime luci del tramonto, si inoltra nel cuore della notte, e termina con le prime luci dell’alba. Questo viaggio tematico è stato pensato per dare vita a un dialogo dinamico tra il potere vibrazionale del mantra e le atmosfere archetipiche della musica classica indiana. Nel graduale incedere della notte vengono intonati i mantra di divinità maschili e femminili, che trovano via via un loro corrispondente habitat sonoro nei rāga (atmosfere musicali indiane classiche), dai quali provengono le melodie delle voci e degli strumenti utilizzati. Il lavoro su Mālinī Śakti ( malini shakti ) Un lavoro di accurato studio e selezione ha consentito l’emergere di […]

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Musica classica indiana e percezione

Nella musica classica indiana le varie sensazioni e sentimenti suscitati appaiono con meno forza espressiva rispetto alla musica occidentale moderna e classica, ed è infinitamente più utile da un punto di vista della ricerca spirituale, lo stato primordiale della mente viene spinto al riconoscimento. Musica orientale e percezione. La musica occidentale, con i suoi picchi emotivi, i suoi alti e bassi, spesso ci porta a sperimentare forti altalene emotive, che però, una volta esaurito l’effetto bio-elettrico delle sue rapide discese e salite, ci lasciano nuovamente nella nostra condizione precedente, anche se senz’altro con nuovi elementi. Da un punto di vista funzionale alla ricerca qui proposta, la musica classica indiana si rende particolarmente più efficace, così come con essa molte musiche tradizionali appartenenti ai culti e al folclore antichi di molte culture umane. Una delle differenze più importanti è infatti l’uso, nella musica classica indiana del bordone. Il bordone non è altro che la nota di base, che accompagna costantemente i movimenti dell’esposizione musicale, senza mai variare: è il suono continuo prodotto dalla tanpura, strumento cordofono classico indiano il cui unico scopo è fornire l’accordo della nota di base ininterrottamente. Tale accordo diventa dunque lo sfondo, il contesto sonoro nel quale […]

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Il suono, la vibrazione, la Coscienza – Parte 5

Sfondo e dettaglio, distensione e tensione Continua il nostro viaggio attraverso la musica indiana, impregnata di spiritualità e ritualistica, qui parliamo di sfondo e dettaglio, distensione e tensione . In tutte le vie spirituali che abbiano come obiettivo la realizzazione della non dualità, il percorso passa necessariamente attraverso il superamento del binomio soggetto/oggetto: il senso di separazione, di contrazione che normalmente sperimentiamo a livello sottile e talvolta anche a livello grossolano, è proprio il sintomo costante di tale distorsione concettuale, che, come affermano i testi di molte tradizioni orientali, è alla base di tutti i nostri problemi mondani. Esso è il sigillo da rimuovere per realizzare il risveglio. La membrana Tale senso di separazione è il segno di una rigidità concettuale dalla quale siamo assuefatti, è talmente abituale e quotidiana da apparire per noi come “la normalità” e forse questo è proprio il motivo per cui il termine “normalità” suona spesso così poco gradito. Se potessimo esprimere ciò visivamente potremmo descriverlo come un confine o una membrana (kośa) interposti tra noi e il mondo esterno. Tale immagine potrebbe accompagnarsi a sensazioni fisiche di staticità, carenza di movimento o di contatto, in gradi minori o maggiori in base al momento della […]

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Il suono, la vibrazione, la Coscienza : la natura del suono – Parte 4

Āhata / Anāhata: manifesto e non manifesto Abbiamo visto nella parte precedente la meccanica del suono e come funziona a livello fisico. Ora approfondiamo l’argomento svelando la natura del suono a livello più sottile. Se la questione sonora fosse esclusivamente riconducibile alle corrispondenze numeriche, non si giustificherebbe il grande alone di mistero che ancora circonda il fenomeno percettivo-uditivo. Nello stesso modo le onde cerebrali spiegano non la natura della coscienza, ma alcune sue modalità manifestative. A suggerirci la necessità di una più ampia argomentazione è uno dei testi fondamentali per la musica classica indiana: il Saṅgītaratnākara di Śāṛṅgadeva. Il Saṅgītaratnākara di Śāṛṅgadeva. Il testo fu redatto nel tredicesimo secolo, ed espone la tematica del suono a partire dall’aspetto spirituale. per poi descriverne quello energetico. Infine, ci descrive quello che nel testo stesso viene definito come il carattere più mondano e dualistico del suono, ma che porta diretta testimonianza di tutti i precedenti: quello musicale. Nella prima parte del testo si fa menzione proprio dei tre stati di coscienza: veglia, sogno e sonno profondo e questi, nel commentario a cura di Prem Latā Śarma, vengono messi in relazione diretta con quelli occidentali di conscio, subconscio e inconscio. Vengono descritti come i […]

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Il suono, la vibrazione, la Coscienza : AUM (AUṀ) – Parte 3

AUM : Onde sonore, frequenze e meditazione Facilmente possiamo riscontrare aspetti comuni tra l’attività elettromagnetica del cervello e le onde sonore: si tratta in entrambi i casi di onde, che sono tali proprio perché vengono emesse e si propagano con ciclicità ritmica. Prendendo il semplice esempio di un sasso che cade nell’acqua, l’impatto della caduta genera nel mezzo di propagazione, che in questo caso è l’acqua, onde concentriche che si espandono ciclicamente e ritmicamente, come un’eco dell’evento originario (l’impatto). Nel caso di un suono questo avviene dopo aver percosso un tamburo o pizzicato una corda. L’energia generata da tale evento meccanico viene propagata nell’aria e diffusa nello spazio circostante. Anche le onde sonore, come quelle cerebrali, vengono misurate in Hertz, ovvero cicli/secondo. Cosa però ci permette di rilevare una diretta relazione tra suono e coscienza? Le strade in questa direzione sono diverse: vibrazionali, simboliche o emotive. Si entra quindi nel campo d’azione della Fonoterapia, nel primo caso, e della Musicoterapia per gli aspetti emotivo/simbolici, nel secondo. Iniziamo con l’aspetto vibrazionale. Studi scientifici e progetti di ricerca stanno mettendo in evidenza come le stimolazioni di luce a intermittenza alla frequenza di 40 Hz siano efficienti nella cura dell’Alzheimer (Massachusetts Institute of […]

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Il suono, la vibrazione, la Coscienza : Le Onde Cerebrali – Parte 2

L’antica conoscenza delle Upaniṣad sugli stati di coscienza A, U, Ṁ e turīya, trova più di una conferma nelle neuroscienze, nella fattispecie delle onde cerebrali. Le onde cerebrali sono misurabili attraverso specifici EEG con l’unità di misura Hertz (cicli al secondo): sono la testimonianza elettromagnetica della nostra attività cerebrale. Tanti più Hertz, o cicli per secondo, l’onda compie, tanto più elevata è l’attività del cervello. Ecco che tornano gli stati di veglia, sogno e sonno profondo: dalla veglia al sonno senza sogni, il cervello passa gradualmente da un’intensa e rapida attività ritmica elettromagnetica, a un ritmo tanto lento da approssimarsi all’inattività (lo 0,1 Hz delle onde Epsilon). Le onde cerebrali sono denominate Beta per lo stato di veglia (da 14 a 30 Hz), Alpha per lo stato intermedio tra la veglia e il sonno (dagli 8 ai 13,9 Hz), Theta per la fase REM o di sogno (dai 4 ai 7,9 Hz) e Delta per lo stato di sonno profondo (da 0,5 a 3,9 Hz) ed Epsilon (da 0,1 a 0,4 Hz). Si devono aggiungere a queste le fasce di onde Lambda e Gamma (30/100 Hz), che sono più veloci delle Beta e vengono sperimentate raramente in occasione di stati […]

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Il suono, la vibrazione, la Coscienza : spanda e l’Oṁ – Parte 1

Quando negli anni sessanta l’Oṁ si è abbondantemente diffuso in occidente, esso appariva ad americani ed europei come il simbolo di una cultura lontana, per alcuni aspetti esotica e al tempo stesso inspiegabilmente familiare, quella indiana. Lo si trovava nelle canzoni dei Beatles, aerografato sui pulmini degli Hippies; cantato, disegnato e sfoggiato come uno stendardo. Se purtale era il suo utilizzo in occidente, tuttavia non si limitava (come poteva sembrare) a rappresentare un contesto sociale di appartenenza: l’Oṁ era piuttosto il simbolo di una direzione comune, un percorso verso un non-luogo universale e al tempo stesso intimamente interiore, che si fa strada nello spazio-tempo incantandone le spire con il suo cosmico, onnipervasivo, suono. Così come accadeva nei concerti degli anni sessanta e settanta, e come quotidianamente accade oggi nella chiusura corale e a mani giunte di una sessione di Haṭha Yoga. l’Oṁ veicola il contenuto essenziale del senso (il senso junghiano), la chiave della ricerca spirituale. Nel momento in cui ci si appresta a pronunciarne le lettere, l’attenzione lascia cadere per un momento gli abituali tranelli dualistici della mente e si volge con sacro rispetto ad intonarne la vibrazione. “Chi sa intonare l’Oṁ, ha in mano le chiavi del cosmo” […]

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