Angelo Armano

Dopo un'intensa pratica sportiva nel campo dell'atletica leggera, a 18 anni inizia l'Aikido, sotto la guida del maestro Hiroshi Tada che, col suo sistema di Kinorenma (forgiare il ki), lo fa interessare al Prāṇāyāma, alla meditazione Zen e agli esercizi di telepatia. Nel 1977 divenne cintura nera, attualmente è 6° dan. Contemporaneamente, fin da adolescente, nutrì un profondo interesse per la psicologia ed in particolare per quella del profondo. Nello stesso anno di ottenimento della cintura nera, intraprese un lungo percorso di analisi personale junghiana, cosa piuttosto insolita in quanto, convenzionalmente, essa è ritenuta appropriata nella seconda metà della vita. Una grande passione teoretica lo spinse ad approfondire autori vari in campo psicologico, con una predilezione per James Hillman del quale venne in contatto nel 1978 e che conobbe di persona a Roma nel 2008. Successivamente approfondì filosofia e spiritualità dell'oriente, andando al recupero dell'esperienza filosofica occidentale, fino ai giorni nostri. Compiuti quarant'anni incontrò il dott. Francesco Lusvardi, all'epoca primario di igiene all'ospedale di Mantova, agonista di Judo e suo sempai nell'Aikido, allievo del maestro di Yoga Rāmacaraka. Questi, uomo umile e profondissimo, abbinando la conoscenza scientifica al dispiegarsi nel mistero esoterico, era capace di prestazioni eccezionali (fermare il cuore, anche in trattenuto a polmoni vuoti, facendolo all'inpiedi...), ricercatore nel campo del Kriyā Yoga e del Prāṇāyāma, ambiti nei quali era divenuto ricercatore in proprio, è stato suo iniziatore in quel versante dello spirito. All'epoca cominciò anche il suo interessamento verso il Tantra, che trovò sorprendentemente affine all'Aikido, il cui fondatore era un iniziato al buddhismo Shingon (disciplina giapponese affine per molti aspetti al Tantra indiano). Grazie alle conoscenze che affettuosamente gli impartì il dott. Lusvardi, cominciò ad approcciare i livelli esoterici dell'Aikido, ricevendo insegnamenti e conferme da maestri esperti della dimensione marziale sottile. Insegna Aikido in Italia e all'estero nella sua sede di Sorrento organizza seminari su attività che ricongiungono mente e corpo. Ha pubblicato due libri per Valtrend Editore: Psicologia dell'Aikido -Fare Aikido con Anima- e Bannen Aikido: l'Alchimia, L'Arte della Pace tra Budo e Spirito Universale.

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L’Aikido di Morihei Ueshiba e la Coscienza Dionisiaca

Per uno statuto filosofico universale dell’Aikido Oggi un po’ tutti sanno dell’esistenza dell’Aikido, di questa moderna disciplina marziale, e la sua diffusione rende ampia testimonianza del fascino che essa provoca. La sua estetica, la sua grazia, e l’allusione ad una misteriosa efficacia, ne rendono appetibile la pratica anche in epoche di crisi come questa, e di limitate risorse da dedicare a bisogni non materialmente primari. Alcuni percepiscono tra le righe, o più o meno consciamente, che la stessa si può porgere come alternativa e/o complementare, ad altre e pur consolidate strade di pratica psicofisica, o più prettamente spirituale come lo Yoga, giusto per fare un esempio. Altri ripongono speranze ancora sulla deriva della New Age, nonostante quasi nessuno parli più di Era dell’Acquario… I rapporti tra la marzialità e lo spirito sono ampiamente consolidati nell’Aikido, come sottolinea Chogyam Trungpa, quando arriva a sostenere in un suo noto saggio sull’argomento (Shambala. La via sacra del guerriero. Ubaldini) che il mestiere di prete al bramino lo insegnò il marzialista. Le conferme che ci vengono sul nesso marzialità/spirito dal Giappone, dalla Cina e dallo Yoga induista riguardo alla casta degli kshatriya, sono di portata immane. In che modo e con quali forme tutto ciò possa avvenire è argomento […]

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